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Il
ritorno.
Dalla violenza all'amore
di Antonella Ponzo
Sie Editore, Torino
€ 11,50 (Iva inclusa)
«…Se loro negano in modo così convincente
forse davvero non ricordo bene ciò che è
successo.
Papà sembra persuaso di quello che dice,
magari ero troppo piccola,
i bambini sono pieni di fantasia.
Mi sento come se fossi io la colpevole,
mamma ha ragione: sono cattiva...»
Ho
deciso di scrivere "Il ritorno” per tanti motivi.
Perché ho sofferto e perché ho trovato persone che della mia sofferenza
hanno approfittato e altre che, invece, hanno saputo capirmi, aiutarmi a
uscire dai vicoli bui in cui la mia esperienza continuava a ricacciarmi.
Ho scritto perché ho un figlio ed è giusto che sappia che dal dolore
sono riuscita a distillare la capacità di provare ad avere con lui
quello che non ho avuto io, che capisca per quali strade sono arrivata a
rifiutare un modello di sofferenza per inventarne uno di gioia e di
solidarietà.
Antonella Ponzo
Prefazione
di Gabriella Bona, giornalista, scrittrice
Ho letto il manoscritto di Antonella Ponzo e ho provato per lei un
affetto profondo, per il suo coraggio un rispetto grandissimo, per la
sua capacità di raccontarsi una stima unica.
Le sue parole rispecchiano una realtà cruda, piena di dolore, di
violenza. Una realtà in cui molte bambine e molti bambini vivono immersi
per anni, tra dolore e indifferenza, tra accuse da parte di chi vuole,
per un malinteso senso dell’unità famigliare e del quieto vivere,
tentare di nascondere ciò che avviene, con l’unico risultato di
rovinare, spesso per sempre, la vita di queste persone, di offrire un
modello orrendo, che verrà perpetuato nelle generazioni successive.
Le pagine di Antonella sono un tentativo coraggioso di mettere fine a
questa violenza, di dare una svolta a una mentalità che mette la
famiglia fuori dalle regole della legge, che copre e nasconde.
Penso che siano proprio quelli, come lei o Andrea Cammarata, che
Antonella ha letto e apprezzato, che dopo aver vissuto esperienze tanto
traumatiche hanno deciso di avere un figlio, a poter dare a questa
nostra società una speranza di diventare migliore. Per Antonella il
figlio è sentito come una grande sfida e nello stesso tempo un’enorme
responsabilità.
“Il ritorno” è, al di là del dolore che provoca la lettura, è un testo
scorrevole, scritto bene. Non è facile, per chi non scrive per
professione, riuscire a esprimere sentimenti tanto profondi senza finire
nella banalità, in un groviglio di parole che sono uno sfogo poco
leggibile, in un modo di scrivere troppo intimo e difficilmente
decifrabile. L’analisi che l’autrice ha saputo fare della sua storia, da
sola e con altre persone, le ha dato la lucidità per poter produrre un
testo che chiunque può leggere e capire, vicino a chi legge, attento non
soltanto alla storia che sta raccontando ma anche alla sensibilità di
chi lo legge. La scelta delle parole, della struttura, il ritmo
incalzante, uno stile molto personale, ne fanno un libro bello, oltre
che di sicuro impegno civile.
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