Sviluppo Intelligenza Emotiva

      - Editore - Formazione -

 

Corso Roma 8, 10024 Moncalieri (TO)

mail info@sviluppointelligenzaemotiva.it

Tel. 0116423113  -  Fax. 0116828548


  COLLANE
  opuscoli e altre pubblicazioni
 

Dichiarazione dei principi e degli impegni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di fronte al disagio e al maltrattamento degli allievi
a cura dell'Associazione Rompere il Silenzio

download formato Acrobat Reader

 

 

 

 

 

 

 

 

L'adultocentrismo diffuso nelle istituzioni della comunità adulta (e quindi anche nella scuola) è la mancanza di rispetto del bambino in quanto persona, in quanto soggetto portatore di bisogni, di diritti, di sentimenti. L'adultocentrismo nasce da una negazione della vita emotiva, e nel contempo la genera. La negazione della vita emotiva si manifesta nella scuola italiana in una profonda scissione strutturale tra sapere ed esperienza di vita, tra cognizioni e sentimenti, una scissione profonda e pericolosa che ha conseguenze negative sia sul piano educativo che sul piano dell'apprendimento. Gli insegnanti non sono affatto aiutati a sviluppare le competenze emotive e relazionali, indispensabili per favorire la crescita globale dell'allievo e per prevenire le forme di disagio e di maltrattamento. Senza una formazione all'ascolto, all'empatia e al dialogo, allo sviluppo dell'intelligenza emotiva, alla comprensione degli indicatori del disagio e del maltrattamento, i compiti di educazione e di prevenzione attribuiti agli insegnanti rischiano di diventare compiti impossibili.
La formazione - basata su modalità interattive, sulla valorizzazione della soggettività, sull'approfondimento delle esperienze concrete e sul lavoro nel piccolo gruppo - non va intesa come un ennesimo fardello doveristico, ma come uno strumento di arricchimento umano e professionale per elaborare le ansie e il disagio legato al ruolo dell'insegnante e del dirigente scolastico.
In un nuovo impegno di responsabilizzazione, con insegnanti e dirigenti scolastici più sensibili e formati dal punto di vista emotivo e relazionale, la scuola può svolgere una funzione insostituibile come osservatorio privilegiato della condizione minorile, aprendosi alla collaborazione con gli psicologi e con gli operatori sociali e imparando a non dimenticarsi dei bambini in situazioni di disagio o di maltrattamento.
La scuola deve peraltro familiarizzarsi con il dovere, professionale, etico e giuridico, della segnalazione al servizio sociale e all'autorità giudiziaria dei bambini sui quali esistono consistenti dati di preoccupazione. Compito dei dirigenti scolastici e degli insegnanti non è ovviamente l'accertamento dell'abuso, ma è la rilevazione e la trasmissione di informazioni attestanti la sofferenza del bambino.
Un importante fronte d'impegno va aperto per contrastare il grave ed esteso fenomeno, rimosso e sommerso, del maltrattamento degli allievi da parte degli insegnanti, un fenomeno che spesso assume le forme scarsamente visibili, ma ciò nondimeno pericolose, della violenza psicologica.