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Dichiarazione
dei principi e degli impegni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di
fronte al disagio e al maltrattamento degli allievi
a cura dell'Associazione Rompere il Silenzio
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L'adultocentrismo
diffuso nelle istituzioni della comunità adulta (e quindi anche nella
scuola) è la mancanza di rispetto del bambino in quanto persona, in quanto
soggetto portatore di bisogni, di diritti, di sentimenti. L'adultocentrismo
nasce da una negazione della vita emotiva, e nel contempo la genera. La
negazione della vita emotiva si manifesta nella scuola italiana in una
profonda scissione strutturale tra sapere ed esperienza di vita, tra
cognizioni e sentimenti, una scissione profonda e pericolosa che ha
conseguenze negative sia sul piano educativo che sul piano
dell'apprendimento. Gli insegnanti non sono affatto aiutati a sviluppare le
competenze emotive e relazionali, indispensabili per favorire la crescita
globale dell'allievo e per prevenire le forme di disagio e di
maltrattamento. Senza una formazione all'ascolto, all'empatia e al dialogo,
allo sviluppo dell'intelligenza emotiva, alla comprensione degli indicatori
del disagio e del maltrattamento, i compiti di educazione e di prevenzione
attribuiti agli insegnanti rischiano di diventare compiti impossibili.
La formazione - basata su modalità interattive, sulla valorizzazione della
soggettività, sull'approfondimento delle esperienze concrete e sul lavoro
nel piccolo gruppo - non va intesa come un ennesimo fardello doveristico, ma
come uno strumento di arricchimento umano e professionale per elaborare le
ansie e il disagio legato al ruolo dell'insegnante e del dirigente
scolastico.
In un nuovo impegno di responsabilizzazione, con insegnanti e dirigenti
scolastici più sensibili e formati dal punto di vista emotivo e relazionale,
la scuola può svolgere una funzione insostituibile come osservatorio
privilegiato della condizione minorile, aprendosi alla collaborazione con
gli psicologi e con gli operatori sociali e imparando a non dimenticarsi dei
bambini in situazioni di disagio o di maltrattamento.
La scuola deve peraltro familiarizzarsi con il dovere, professionale, etico
e giuridico, della segnalazione al servizio sociale e all'autorità
giudiziaria dei bambini sui quali esistono consistenti dati di
preoccupazione. Compito dei dirigenti scolastici e degli insegnanti non è
ovviamente l'accertamento dell'abuso, ma è la rilevazione e la trasmissione
di informazioni attestanti la sofferenza del bambino.
Un importante fronte d'impegno va aperto per contrastare il grave ed esteso
fenomeno, rimosso e sommerso, del maltrattamento degli allievi da parte
degli insegnanti, un fenomeno che spesso assume le forme scarsamente
visibili, ma ciò nondimeno pericolose, della violenza psicologica. |