|
Quando
vuoi guidare la tua automobile, guardi certamente con attenzione i
cartelli e i segnali stradali.
Quando vuoi dare ai tuoi bambini e ai tuoi ragazzi una buona
educazione e li vuoi guidare bene per farli crescere sani, devi fare
attenzione ai segnali della loro sofferenza.
Quando il bambino è a casa
Come
adulti siamo sempre carichi di problemi, ci dobbiamo per forza
preoccupare del lavoro, della carriera, delle difficoltà economiche,
degli acquisti importanti, dei problemi, delle ferie, della salute,
dei rapporti di coppia e con i parenti.
Rischiamo di non avere più tempo e di non avere più energia per
guardare i nostri bambini e i nostri ragazzi, per giocare con loro,
per stare a vedere come vivono e cosa pensano, per ascoltarli e per
osservare magari in silenzio, senza subito giudicarli o chiedere
loro qualcosa.
A
casa fai attenzione soprattutto quando:
- il
bambino rifiuta di mangiare, o mangia troppo, o in modo molto strano
- il
bambino vomita molto spesso
- il
bambino, dopo i 18 mesi, non parla o non cammina
- il
bambino è chiuso, si oppone sempre a tutto, non comunica
- il
bambino è fin troppo obbediente e nasconde tutti i suoi sentimenti
- il
bambino è sempre aggressivo nei confronti dei fratelli, delle
sorelle e dei familiari
- il
bambino dorme sempre male, ha gli incubi
- il
bambino, oltre i 6 anni, ricomincia a fare la pipì a letto o non ha
mai smesso di farla
- il
bambino è terrorizzato (dal buio, dalle persone estranee, da altre
cause apparentemente senza motivo) e non riesce ad essere
tranquillizzato nè a parlare delle proprie paure
- il
bambino dorme sempre con i genitori e non si abitua a dormire nel
proprio lettino
- il
bambino guarda per ore la televisione, da solo, senza interessarsi
ad altro
- il
bambino è sempre svogliato, non è interessato alla scuola, alla vita
famigliare
Quando il bambino è a scuola
Interessarsi della scuola dei figli è fondamentale.
Gli
insegnanti possono dare tantissime informazioni non solo sul
rendimento scolastico, ma anche e soprattutto sui problemi e sulla
personalità dei bambini.
Gli
insegnanti possono essere di grande aiuto per conoscere meglio i
propri figli. I genitori devono cercare di avere fiducia negli
insegnanti e gli insegnanti devono cercare di capire le difficoltà
dei genitori e favorire in ogni modo il compito educativo e il senso
di responsabilità dei genitori.
A
scuola fai attenzione soprattutto quando:
- il
bambino rifiuta totalmente di andare a scuola e mostra enorme paura
a staccarsi dai genitori
- il
bambino ha disprezzo di sé e del proprio lavoro scolastico, e mostra
una grande sfiducia nelle proprie possibilità
- il
bambino è isolato e non ha buone relazioni con i compagni
- il
bambino è passivo, agisce da spettatore e non mostra alcuna
partecipazione
- il
bambino fa di tutto per chiedere aiuto e richiamare l’attenzione:
provocando l’insegnante, aggredendo i compagni, mettendosi sempre in
mostra
- il
bambino ha gravi difficoltà nel rendimento scolastico
- il
bambino studia troppo, è ansioso ed eccessivamente preoccupato del
rendimento scolastico
Quando il bambino gioca
Il
gioco è importante per il bambino, come il lavoro è importante per
l'adulto!
Anche guardando o partecipando al gioco del bambino si possono
vedere dei segnali per capire il suo stato d'animo e per capire una
sua eventuale sofferenza.
Fai attenzione soprattutto quando:
- il
gioco è ripetitivo, sempre uguale, monotono, senza gioia e senza
entusiasmo
- il
bambino non sa mai giocare da solo, oppure non gioca per niente o
gioca in modo molto diverso da come fanno i bambini della sua età
- il
bambino ritorna sempre su figure che mettono paura, per esempio
mostri, fantasmi, e non riesce a giocare a nient’altro
- il
bambino, pur di non essere escluso dal gioco con gli altri bambini,
accetta sempre di fare la parte di chi perde, di chi se le prende...
- il
bambino si tiene spesso ai margini del gruppo degli altri bambini,
si sente sempre escluso e viene sempre escluso
- il
bambino fa sempre la parte del pagliaccio per attirare l’attenzione
su di sè
- il
bambino nel gruppo dei coetanei gioca sempre la parte di chi comanda
sempre
- il
bambino gioca sempre a distruggere i propri e gli altrui giochi
- il
bambino preferisce compagni molto più piccoli o molto più grandi.
Quando il bambino fa arrabbiare
Nei
momenti in cui i bambini fanno scappare la pazienza, quello è
proprio il momento per cercare di capire cosa ci vogliono dire,
quali sono i loro bisogni che vogliono comunicarci con il pianto,
con il capriccio, con la disubbidienza, con la provocazione.
Molte volte reagire con rabbia e con punizioni violente non serve a
niente, se non a peggiorare il problema.
Naturalmente capita a tutti di perdere la pazienza e di reagire con
rabbia senza ragionare. Si può allora cercare di riparare
successivamente, cercando di pensare con calma a quali sono le
ragioni, i problemi e le necessità che il bambino non riesce a
comunicare con le parole, e comunica invece con il comportamento che
ci fa arrabbiare.
Talvolta, se abbiamo reagito malamente o violentemente, può essere
molto utile chiedere scusa al bambino, cercando nello stesso tempo,
se possibile, di far riflettere il bimbo sul proprio pianto, sul
proprio capriccio, sulla propria disubbidienza, sulla propria
provocazione.
Fai attenzione soprattutto quando:
- il
bambino piange per tanto tempo: non lo fa perché ce l’ha con te, né
ti vuol dire che sei un genitore incapace; piange per qualche
bisogno o per qualche sofferenza che è possibile cercare di capire
ed affrontare
- il
bambino disobbedisce e provoca: spesso il bambino vuole vedere se le
nostre regole restano ferme e coerenti oppure possono cambiare
- il
bambino disobbedisce e provoca: a volte le regole che imponiamo al
bambino sono troppo pesanti e non tengono conto delle sue esigenze e
delle sue reali possibilità e capacità ad adeguarsi
- il
bambino disobbedisce e provoca: a volte il bambino si sente vittima
di una ingiustizia e pensa che quello che chiedete ai piccoli non
vale anche per i grandi, che quello che chiedete ad un figlio non
vale anche per l’altro figlio…
- il
bambino disobbedisce e provoca: il bambino può sentirsi ignorato,
disprezzato, o escluso e non informato sui problemi importanti che
sente in famiglia; spesso purtroppo il bambino viene
strumentalizzato nei conflitti tra i genitori. |