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Ci voltiamo
dall'altra parte. La mente non è disponibile. La realtà della
violenza all'infanzia è, in gran parte, impensabile per la
comunità adulta. Operatori sociali, psicologi, insegnanti,
educatori, clinici, faticano a percepire il maltrattamento e
l'abuso all'infanzia, in quanto fenomeni che costringono ad
entrare in contatto con le dimensioni intollerabili
dell'impotenza e della perdita di controllo subita dalle piccole
vittime. Nella scuola, come in tutte le istituzioni minorili, si
avverte sempre più acutamente la necessità di una preparazione
specifica per affrontare il problema del disagio e del
maltrattamento; ma la complessità dell'intervento di aiuto e le
difficoltà emotive e relazionali che si incontrano, fanno sì che
spesso il maltrattamento rimanga impensabile e quindi
invisibile. Questo libro va contro corrente. Innanzitutto perché
affronta anche un tema massimamente rimosso ed impensabile: il
maltrattamento degli allievi da parte di coloro che dovrebbero
garantire loro educazione e crescita mentale. Sono documentate
le forme del maltrattamento intrascolastico e si chiarisce come
l'insegnante disponga di una capacità potenziale di
manipolazione e di violenza psicologica. In secondo luogo perché
vuole infondere speranza: se esistono forme diffuse e invisibili
di maltrattamento, esistono nella scuola risorse comunicative,
affettive e riparative, altrettanto consistenti ma spesso
inconsapevoli e non valorizzate. Vengono illustrati in positivo
e con concretezza, interventi, atteggiamenti, esperienze, metodi
formativi utili per sviluppare competenze emotive e relazionali
e capacità di ascolto e di aiuto. Ed infine questo libro vuole
credere nella scuola come ambito istituzionale privilegiato e
specializzato nell'osservazione e nella prevenzione del disagio
e della sofferenza dei bambini. La scuola può imparare a
fermare, invece che confermare, il processo produttivo di un
bambino infelice: nel comportamento scolastico e relazionale di
un bambino, nei gesti, nei movimenti, nelle posture del suo
corpo, nelle sue produzioni grafiche, nelle narrazioni verbali
di sé, nelle prestazioni scolastiche, nelle espressioni dei suoi
sentimenti, la scuola può imparare a decifrare quell'intreccio
simbolico attraverso il quale il bambino autenticamente si
racconta; e può avviare, se necessario, processi d'intervento a
protezione del minore più sofferente in una prospettiva di
integrazione fra agenzie educative e istituzionali sociali,
sanitarie e giudiziarie.
Indice
Introduzione
di Claudio Foti, Claudio Bosetto, Anna
Maltese
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Parte prima
Dal disagio
all’ascolto
La protezione dei bambini dalla violenza e
dalla rapina
di Claudio Foti
Mille modi per dirlo: il disagio del bambino
nella scuola
di Donatella Levi
Insegnanti e rappresentazione sociale del
maltrattamento
di Chiara Lucantoni e Anna Maltese
Parte seconda
Scuola, famiglia e
maltrattamento
La scuola, il sapere e i bambini invisibili
di Claudio Foti
Caratteristiche della famiglia abusante e
contesto scolastico
di Stefano Cirillo
Centralità delle emozioni e prevenzione del
maltrattamento
di Maria Antonietta Pinto
Essere disposti a vedere: la scuola e la
rilevazione del maltrattamento e dell’abuso
di Elena Fontana
I rapporti tra scuola e famiglia:
considerazioni alla luce del pensiero di Alice Miller
di Adriana Pavese
Parte terza
Il maltrattamento
intrascolastico
Tanto per cominciare: riconoscere il nostro
maltrattamento
di Claudio Bosetto
di Filippo Furioso
L’asilo lager di San Giorgio Canavese: come
è potuto accadere? Violenza istituzionale all’infanzia e adultocentrismo
di Claudio Foti
Procedimento penale per “Maltrattamento
verso fanciulli” contro suor R., insegnante religiosa di scuola materna
di Emilia Rossi, Antonina Scolaro
Il maltrattamento da parte degli insegnanti
e i diritti dei
bambini nella scuola
di Marisa De Angeli, Claudio Foti, Enrica
Pastorino
Quando la scuola può essere violenta: il
maltrattamento scolastico rimosso in un piccolo paese (come ce ne sono
tanti)
di Claudio Foti
Parte quarta
Percorsi e strumenti
per una possibile risposta
La segnalazione al Tribunale per i
Minorenni: quando farla e perché
di Cesare Castellani
di Annamaria Campanini
Dichiarazione dei principi e degli impegni
degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di fronte al disagio e al
maltrattamento degli allievi
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