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Parlare
ai bambini della morte, della violenza e della sessualità sarebbe
sbagliato e nocivo. Parlare ai bambini della morte, della violenza e di
sessualità potrebbe attivare inquietudini e sofferenze, che è meglio
evitare o potrebbe sollecitare pulsioni, che è meglio non vengano
risvegliate: «Perché affrontare il tema della morte e della sessualità se
si tratta di aspetti dell’esistenza molto lontani dalla vita dei bambini?
Non li riguardano affatto! Perché parlare di rischi di abusi o
maltrattamenti da parte degli adulti se i bambini provengono da famiglie
dove sono benvoluti? Potrebbero essere sollecitati a inventarsi violenze
che non ci sono… Perché rischiare, con discorsi sulla sessualità, di
stimolare eccessivamente il bambino? Non bisogna svegliare il cane che
dorme! Meglio non sollecitare i bambini a confrontarsi con il destino che
li attende, con i desideri che gli appartengono, con i rischi che essi
corrono di fronte alla perversione di molti adulti. Teniamoli lontano dai
pensieri e dai sentimenti che riguardano questi brutti e
conflittuali aspetti dell’esistenza».
La tendenza degli adulti a rimuovere si
trasforma sul piano educativo in una tendenza a espropriare i
bambini della loro possibilità di rapportarsi ad alcuni aspetti
fondamentali, per quanto problematici, dell’esistenza. Viene negato ai
bambini il bisogno e il diritto d’imparare a percepire, ad elaborare, a
vivere costruttivamente facce insopprimibili della vita, quali il rapporto
con la morte, con la sessualità e con la violenza.
Il fatto che risultino aspetti
coinvolgenti, rischiosi, conflittuali non è una buona ragione per
sottrarli alla crescita mentale dei figli o degli allievi, semmai si può
pensare il contrario: proprio perché risultano aspetti con tali
caratteristiche, devono essere pensati insieme nella relazione
interpersonale ed educativa tra adulti e bambini: i soggetti in età
evolutiva non ne devono essere espropriati.
Per
prevenire le più varie forme di disagio e di abuso occorre dunque che gli
adulti sappiano confrontarsi con la propria radicata tendenza ad usare la
rimozione, per far invece emergere e sviluppare la capacità di pensare e
di mettere in parola nella relazione educativa le dimensioni conflittuali
e spiacevoli dell’esistenza, fra cui la morte, la sessualità, il conflitto
e la violenza.
Indice
Contrastare la rimozione per prevenire il
disagio e l’abuso
di Claudio Foti
Prevenzione, formazione e intelligenza
emotiva
di Claudio Foti
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La
prevenzione: crescere insieme
di Luciana Fancello e Luisa Pilloni
I servizi territoriali e la prevenzione del
maltrattamento e dell’abuso all’infanzia: aspetti organizzativi, risorse e
nodi problematici.
di Marianna Giordano
Il disagio familiare: dalla prevenzione
all’affidamento
di Gabriella Cappellaro
Giocare
per ascoltare, ascoltare per prevenire e capire.
La
comprensione emotiva e cognitiva della vittima
di Nadia Bolognini
La prevenzione scolastica del maltrattamento
e la centralità delle emozioni
di Maria Antonietta Pinto |