Questa
dispensa è il manuale di conduzione dei gruppi del Convegno
“Prendersi cura di sé per prendersi cura dei bambini”. È il frutto
di un lavoro di gruppo molto approfondito ed ampio. La formazione
dell’équipe dei conduttori di Hansel e Gretel ha prodotto in corso
d’opera immediate e profonde trasformazioni nel nostro lavoro e più in
generale nel nostro modo d’essere. Abbiamo avviato e mantenuto per circa
un anno un incontro di meditazione settimanale e ci poniamo l’obiettivo
non solo di rendere stabile questa scadenza, ma anche di costruire un
centro di meditazione e di psicologia meditativa, finalizzato ad una
sensibilizzazione e ad una proposta culturale, rivolta alle équipe degli
operatori, agli insegnanti e – prospettiva ancor più innovativa ed
importante – ai bambini e agli adolescenti che frequentano le scuole.
Abbiamo inoltre arricchito le nostre abituali attività formative,
innestando sul tronco della nostra metodologia tecniche tratte dal
lavoro autobiografico (soprattutto negli interventi con gli insegnanti)
e dalla ludopedagogia.
Questo
testo rappresenta la sintesi del lavoro di un’équipe di circa un anno e
nel contempo è stato lo strumento di orientamento e di guida di cui si
sono avvalsi i conduttori come base di partenza per la loro responsabile
e creativa attività di conduzione al convegno.
Il manuale
si rivolge direttamente ai conduttori di gruppo. Ho pensato inizialmente
ad un uso esclusivamente interno. Abbiamo deciso in seguito di
pubblicarlo per consentire a coloro che hanno partecipato all’esperienza
di avere la traccia di un percorso che è stato per molti capace di
stimolare non solo una discussione, ma anche una messa in discussione,
non solo una crescita intellettuale, ma anche un movimento di
maturazione più completo. Crediamo inoltre che possa essere utile per
coloro che non sono stati coinvolti in prima persona dal lavoro di
gruppo del convegno e che sono interessati ad approfondire il tema della
cura di sé in una prospettiva che non risulti narcisistica ed
autocentrata, bensì proiettata sull’aiuto nei confronti degli altri ed
in particolare sull’apertura ai bisogni dell’infanzia, interna e esterna
al soggetto. (Claudio Foti)
Abbiamo
tentato di costruire una fusione originale tra diversi apporti
teorico-metodologici: la base di partenza è l’indirizzo che il Centro
Studi Hansel e Gretel ONLUS ha seguito e sviluppato originalmente nei
suoi vent’anni di attività, un indirizzo centrato sulla critica
all’adultocentrismo in famiglia e nelle istituzioni, sulla cura dei
bambini violentati e delle famiglie abusanti, sullo studio del pensiero
di Alice Miller e di altri psicoanalisti molto attenti al ruolo
dell’ambiente familiare nella genesi della sofferenza mentale (da
Ferenczi a Kohut), sulla psicoterapia del trauma ad orientamento
analitico e con l’integrazione di tecniche quali lo psicodramma e l’EMDR
…), sull’applicazione dell’intelligenza emotiva nelle attività di
sensibilizzazione di formazione. Su questo tronco tentiamo alcuni
innesti: il lavoro autobiografico per es. può rappresentare in specifico
una possibilità di narrazione e di elaborazione di vicende sofferte e
conflittuali e, più in generale, uno strumento per dare importanza e
valore al Sé e alla propria storia personale, per ritrovare e per
esprimere attraverso la scrittura nessi, ricordi, sensazioni, situazioni
ed immagini. Il lavoro autobiografico può rivelarsi un aratro per
scavare nel passato guardando al futuro, un terreno dove si possono
ritrovare a posteriori le ragioni, il senso e il senso del non senso di
quanto ci è accaduto. Anche la ludopedagogia e la ludopsicologia sono
rami che si possono innestare in un albero che ha le sue radici ben
piantate nell’infanzia: la ludopedagogia che è già fiorita e la
ludopsicologia che può fiorire ci ricordano che non c’è soltanto
l’infanzia rimossa, attraversata da una sofferenza, da una solitudine,
da una protesta non espresse, in ciascuno di noi, ma c’è anche
un’infanzia rimossa, dove circolava la vitalità, il divertimento, ma
anche l’intelligenza con cui ci si può rapportare alla dimensione del
gioco, per crescere, per relazionarsi con gli altri, per imparare. Ma
l’incontro più impegnativo, più complesso e forse più fecondo che
intravediamo è quello tra il nostro percorso e l’esperienza ricca e
millenaria della meditazione. Prendersi pienamente cura di sé, in una
prospettiva non narcisista e dunque nella prospettiva di prendersi cura
degli altri significa da un lato cercare di abbracciare e valorizzare la
dimensione infantile non ascoltata e non rispettata presente nella mente
di ciascun individuo (sotto forma sia di bisogni inappagati, sia di
meccanismi difensivi dalla sofferenza sperimentata), dall’altro allenare
la mente ad alcuni principi e ad alcune tecniche meditative, che hanno
una premessa etica e nel contempo la capacità di ridurre lo stress,
favorire la concentrazione, la presenza mentale e la consapevolezza,
aumentare l’energia e il benessere psichico.
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