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L’adultocentrismo è l’atteggiamento ideologico ed emotivo
che garantisce e perpetua il mondo come dominato dagli adulti e da una
rigida logica adulta. Tentiamo in questo volume di sintetizzare una
riflessione teorica sul concetto di adultocentrismo con un’analisi
empirica articolata della sua fenomenologia nella famiglia, nella scuola,
nei servizi sociali e psicologici, nelle comunità, nell’applicazione del
diritto, nell’attività degli insegnanti, dei giudici, dei professionisti
dell’infanzia e dell’adolescenza a fronte del disagio e del maltrattamento
dei soggetti in età evolutiva.
Tentiamo di far emergere vari significati e valenze, anche
originali e sfaccettate, del concetto di adultocentrismo sul piano
psicologico, sociale e politico. Associata all’adultocentrismo è anche
l’intrusione di contenuti mentali estranei e disturbanti nella mente del
bambino a seguito di esperienze traumatiche interiorizzate.
L’adultocentrismo si manifesta come resistenza, come
difesa attiva degli equilibri di potere generazionale e sociale fondati
sul primato dell’interesse dell’adulto, come mantenimento degli equilibri
psichici basati sull’esaltazione delle componenti mentali adulte del
controllo razionale e sul rifiuto delle componenti mentali “infantili”,
costituite da ricordi rimossi, sentimenti negati, competenze affettive e
relazionali non sviluppate.
Lo stesso concetto di “adultocentrismo” è al centro di una
fortissima rimozione scientifica e di una marcata resistenza culturale,
che è necessario contrastare.
L’adultocentrismo si struttura come alleanza di varie
componenti adulte, fondata sulla negazione della vita emotiva dell’adulto
e sulla rimozione della soggettività e della sofferenza del bambino. L’adultocentrismo
si esprime come collusione di interessi conservativi genitoriali,
professionali, istituzionali di fronte all’emergenza di strumenti e di
tecniche che possono dare attenzione ai bisogni non raccolti dei bambini
maltrattati o che possono dare rilievo allo sguardo emergente
dell’infanzia sul mondo adulto.
L’adultocentrismo è una sintesi fallita tra il punto di
vista adulto e il punto di vista infantile, è un mancato incontro tra
intelligenza ed emotività, tra esperienza e creatività, tra il
mantenimento del vecchio e l’accoglimento del nuovo, tra linguaggi logici
e linguaggi emotivi.
L’impegno contro l’adultocentrismo sul piano
della prevenzione, della formazione e della sensibilizzazione culturale
deve portare all’attivazione (per es. attraverso il gioco) di metodologie
e tecniche capaci di coinvolgere la globalità del soggetto a cui ci
rivolge, con una specifica attenzione alla dimensione sia razionale che
emotiva dell’interlocutore, bambino od adulto che sia.
Indice
Introduzione
di Claudio Foti
Per una critica dell’adultocentrismo
di Claudio Foti
(scarica questo articolo in formato Acrobat)
L’adultocentrismo in famiglia e la teoria
dei bisogni
di Mirella Turello
Conversazione sull’adultocentrimo
con Melita Cavallo e Paola Di Blasio
a cura di Claudio Foti
Il confronto con l’adultocentrismo in una
comunità di bambini con disagio familiare.
di Andrea Bollini
La scuola adultocentrica: una scuola senza
emozioni
di Claudio Bosetto
Un questionario censurato: la valutazione è
monopolio degli adulti
di Anna Maltese
Il confronto con l’adultocentrismo nei
servizi
di Gabriella Cappellaro
L’adultocentrismo nel trattamento istituzionale e
terapeutico dell’abuso sessuale
di Giobatta Guasto
L’apprendimento precoce dell’adultocentrismo.
Il “dramma della brava bambina”
di Anna Iachi
Il concetto di interesse del minore: come
emanciparlo dal suo uso adultocentrico?
di Claudio Foti
Come fogli di carta velina
di Laura Novellini
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