Sviluppo Intelligenza Emotiva

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  COLLANE
  Dispense del Centro Studi Hänsel e Gretel
20

Psicoterapia dei sex offenders e cura delle emozioni

a cura di Claudio Foti, Simona Iacoella

 

 

Sie Editore, Torino

€ 12,00 (Iva inclusa) - 21x28 cm - p 72

 

 

 

 

 

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Bisogna avvertire un interesse profondo per i sex offenders. Averli a cuore, visto che parliamo di intelligenza emotiva, vuol dire sentire, pensare ed integrare rabbia e pena. O meglio indignazione e pena.

Collera e rabbia, ancorché legittime, sono vissuti che rischiano di ristagnare e di logorare innanzitutto coloro che sperimentano queste emozioni, deformando per di più la percezione completa della realtà, rischiando per es. di oscurare la percezione attenta e rigorosa del passato e del futuro dei sex offenders: un passato di umiliazioni e di vittimizzazioni non riconosciute dalla società e dalle vittime di un tempo, un futuro con qualche potenzialità di trasformazione, per quanto pesantemente ipotecata dal fascino dell’ illusione perversa e della scorciatoia della negazione. Collera e rabbia, ancorché comprensibili, rischiano di attaccare negli operatori sociali, negli educatori, negli psicologi e negli psicoterapeuti la fiducia nella mente umana, che è principio fondamentale nel recupero e nella terapia sia delle vittime e degli autori di reato che furono a lungo essi stesse vittime non ascoltate e non protette L’indignazione è indispensabile per poter fermare i sex offenders, e fermarli è l’avvio della cura, la premessa obbligatoria. L’indignazione è indispensabile per non farsi manipolare dal paziente perverso, per non rischiare mai di dimenticare la pericolosità dei suoi atteggiamenti e dei suoi comportamenti, la sua pervicace tendenza ad usare chiunque, ed in primis il terapeuta stesso. La pena d’altra parte è indispensabile per stare fino in fondo dalla parte dell’infanzia: dell’infanzia dell’abusante e dell’infanzia da lui vittimizzata. Dalla parte di un’infanzia sofferente ed umiliata, negata oggi dall’abusante e negata ieri dall’ambiente nel quale egli è cresciuto. Cura del sex offender e cura del bambino abusato interagiscono tra loro. Prendersi cura dell’abusante significa innanzitutto prevenire le sue recidive, cioè future potenziali vittimizzazioni ai danni di bambini o di altri soggetti deboli. La scelta di prendersi cura dell’abusante aiuta a comprendere quanto sono grandi i rischi della solitudine e della sconfitta, i rischi dell’identificazione con l’aggressore, i rischi del pervertimento mentale, i rischi dell’interiorizzazione di oggetti eccitanti, a cui le vittime possono andare incontro. D’altra parte l’esperienza terapeutica con le vittime risulta assolutamente indispensabile per curare l’abusante, che è stato una vittima dimenticata. Solo chi ha esperienza di trattamenti continuativi e approfonditi con le vittime può tentare nel migliore dei modi di aiutare i sex offenders a superare la negazione più massiccia e più sottile e maggiormente rischiosa e patogena: la negazione di quanto hanno sofferto nella loro infanzia.

 

 

Indice

 

 

Introduzione, di Claudio Foti

pag

7

 

Cultura della perversione, soggetti perversi ed intelligenza emotiva,

di Claudio Foti

 

Intelligenza emotiva: può entrare in carcere?
Conferenza sul tema dell’intelligenza emotiva rivolta ai detenuti presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” il 16 dicembre 2009

di Claudio Foti

 

 

 

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18

Un posto per cambiare.
Un’esperienza di gruppo con l’intelligenza emotiva in carcere

di Claudio Foti

 

 

 

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26

Un progetto di psicoterapia dei sex offenders in carcere

di Federico Fortuna, Menica Marano

 

 

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34

La psicoterapia dei sex offenders: una scintilla di fiducia

di Claudio Foti

 

Adolescenti autori di violenza sessuale: corpo agito o corpo vissuto

di Simona Iacoella

 

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49

Psicoterapia dell’autore dei reati sessuali

di Claudio Foti

 

 

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