Il riconoscimento e la
gestione sana del lutto sono fondamentali per costruire il nostro
benessere mentale e relazionale, così come sono stati fondamentali per
la costruzione delle basi della nostra civiltà. Il dolore e la pietà per
la scomparsa di esseri significativi, il confronto con la perdita e con
il mistero della morte hanno sollecitato da sempre la comunità umana ad
attivare la propria creatività psicologica, artistica e spirituale.
Ma nella società
contemporanea si rinforza la tendenza a negare e ad evitare il confronto
con la sofferenza e con la morte. Prevale sul piano educativo la
tendenza illusoria ad iperproteggere i bambini dall’impatto con la
dimensione negativa dell’esistenza.
Gli adulti sottovalutano,
con gravissime conseguenze negative sull’evoluzione mentale di bambini,
la capacità dei più piccoli di registrare informazioni concernenti la
morte e il lutto; la necessità dei bambini di condividere e di elaborare
i sentimenti del lutto; le risorse mentali presenti nei soggetti in età
evolutiva che consentono loro di sopportare il dolore e di elaborarlo
positivamente ai fini della loro crescita.
I bambini finiscono così
per essere espropriati della loro possibilità di rapportarsi ad alcuni
aspetti fondamentali, per quanto problematici, dell’esistenza. Molti
genitori ed educatori pensano che i bambini siano talmente fragili da
doverli iperproteggere dal confronto con la morte. In verità mettere in
parola e condividere i sentimenti attorno alla morte riduce grandemente,
in adulti e bambini, solitudine, angoscia, impotenza, depressione,
sfiducia.
Aiutiamo dunque i bambini
a parlare, anche perché questo è l’unico mezzo per capire quello che
pensano e provano. Aiutiamoli a farci delle domande e rispondiamogli nel
modo più veritiero possibile.
Il bambino ha bisogno di
qualcuno con cui condividere le sue intense emozioni. Se vorrà piangere
è importante che possa piangere per tutto il tempo che gli risulterà
necessario ed utile. Non si fa il suo bene costringendolo a nascondere
le lacrime, solo perché l’adulto sta troppo male a vederle sgorgare dai
suoi occhi. Le lacrime hanno bisogno di scorrere. Soprattutto quando
sono condivise non fanno male. Puliscono gli occhi e ripuliscono
l’anima.