È possibile costruire un dialogo su basi laiche e razionali tra buddismo
e scienza della mente occidentale? E quasi sono le resistenze culturali
e psicologiche che si oppongono a questa prospettiva sia in campo
“orientale” che in campo “occidentale”? Può svilupparsi un confronto
culturale e metodologico tra psicologia e psicoterapia e la tradizione
buddista, che da 2500 anni studia e pratica un’infinita varietà di
tecniche meditative per liberare le persone dalla sofferenza mentale e
fisica? Cosa sono i seminari Mind and Life che da oltre vent’anni vedono
scienziati occidentali e studiosi buddisti affrontare le grandi
questioni scientifiche della cura della mente e del cuore? È possibile
un dialogo fra educatori e meditanti sul tema “Educare i cittadini del
mondo per il ventunesimo secolo?” Come la meditazione può sviluppare le
risorse mentali della concentrazione e della consapevolezza?
I
meditanti buddisti, imprigionati e torturati nei lager cinesi, hanno
mostrato una maggiore resilienza al trauma? Come la psicoterapia e la
psicologia meditativa possono incontrarsi nella cura del trauma? Perché
le pratiche meditative possono rinforzare la psicoterapia e perché la
psicoterapia può arricchire la pratica spirituale? Nella formazione
delle équipe a contatto con situazioni traumatiche o di forte disagio è
possibile utilizzare in modo sinergico intelligenza emotiva e tecniche
meditative?
INDICE
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IL
DIALOGO TRA PSICOLOGIA BUDDISTA E SCIENZA DELLA MENTE |
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ESPERIENZE TRAUMATICHE, PSICOTERAPIA E PSICOLOGIA BUDDISTA
A CONFRONTO |
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La
cura di sé nella relazione d’aiuto con soggetti traumatizzati
con la
collaborazione di Anna Lungo
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