Le vie
dell’inferno dei bambini sono lastricate di buone intenzioni etiche.
Così inizia "Etica e infanzia", uno scritto che ha avuto una funzione
importante nel precisare i riferimenti teorici e le linee guida
operative del Centro Studi Hansel e Gretel all’inizio del suo percorso.
Viene delineata un’etica della comprensione contrapposta a quella della
persecuzione, un’etica della conoscenza contrapposta a quella del
giudizio, un’etica del rispetto delle emozioni contrapposta a quella
dell’esaltazione della forza di volontà, un’etica dell’autenticità
contrapposta a quella della formalità e del perfezionismo. Seguono due
testi, che hanno una base di avvio comune - l’infanzia come valore e
come risorsa - e due sviluppi ben distinti, anche se non divergenti: il
primo scritto è dedicato all’analisi dei bisogni irrinunciabili dei
bambini (bisogni di protezione, bisogni di sviluppare relazioni di
accudimento, bisogni di futuro) e va nella direzione di un progetto
sociale e politico. Il secondo mira a valorizzare le diverse dimensioni
della "preziosità dell’infanzia" e si muove nella direzione di un
approfondimento etico e culturale.
Si delineano
i mattoncini di una nuova etica dell’infanzia e per l’infanzia: un’etica
dell’ascolto e della sensibilità emotiva, un’etica dell’accettazione
della realtà, un’etica del conflitto e del controllo degli impulsi,
un’etica dell’interazione e dello scambio, un’etica della
consapevolezza.
Solo se si
prendono le distanze dalle rappresentazioni idealizzate dell’infanzia
sul piano dell’ideologia, della politica e dell’estetica ci si può
avvicinare empaticamente e costruttivamente alla condizione reale dei
bambini, alla loro specifica ricchezza e problematicità, alla loro
soggettività, portatrice di bisogni e valori concreti. Si può pervenire
così ad un’etica del rispetto della persona del bambino, nella sua
irripetibile individualità, ad un’etica della valorizzazione, autentica
e non grandiosa, della soggettività vuoi del bambino, vuoi dell’adulto
che lo ha in cura.
Dalla
riflessione sui valori, dunque, all’analisi dei bisogni e dall’analisi
dei bisogni alla riflessione sui valori. E’ il percorso di questa
dispensa. E’ un percorso compiuto negli ultimi venti anni dal Centro
Studi Hansel e Gretel. Un percorso difficile, con intoppi, incertezze e
limiti, ma con qualche successo e con una precisa direzione: dalla parte
dei bambini!